Ansia,Fobia Sociale e Psicoterapia Gestalt-Analitica

di Franca Gallotta

La fobia sociale è quel disturbo d’ansia dove l’individuo prova una profonda paura e fa di tutto per evitare situazioni dove è esposto al giudizio degli altri. Egli ha paura di sembrare goffo, ridicolo e incapace, da una parte c’è il forte desiderio di impressionare gli altri dall’ altra c’è il timore di non riuscirci.

La fobia sociale è un disturbo molto comune, soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza. Il tasso d’incidenza è più frequente nelle donne, ma sembrerebbe che siano molto di più gli uomini a rivolgersi allo psicologo. Sicuramente la differenza è dovuta dal modo diverso di vivere la timidezza. Per la donna, essere timida è socialmente più accettabile è indice di pudore e sensibilità. Al contrario negli uomini viene vista come debolezza causando maggior disagio e quindi una maggior richiesta di aiuto.

Abbiamo due forme di fobia sociale, quella specifica e quella circoscritta dove l’ansia si manifesta quando la persona sta compiendo un azione e si sente osservata, oppure abbiamo la fobia sociale generalizzata, in questo caso le persone mettono in atto delle vere e proprie condotte di evitamento quando incontrano persone che non conoscono, oppure quando incontrano persone del sesso opposto e nei casi estremi anche amici e parenti. Fare una diagnosi tra fobia circoscritta e fobia specifica è molto difficile a causa dei numerosi quadri clinici. Negli ultimi anni per superare questa difficoltà, sono stati individuati dei sotto tipi come ad esempio fobia sociale non generalizzata, in questo sottotipo la condotta di evitamento è solo su un abito della vita del soggetto, come, parlare con una persona del sesso opposto soprattutto quando c’è un interesse sentimentale.

I sintomi della fobia sociale si manifestano in tre modi diversi:

fisiologico, come l’agitazione, l’ipervigilanza, facilmente irritabile, paura, sudorazione, palpitazioni, tremore, balbettio, rossore del viso, nausea, capogiri, vertigini, dispnea, disfagia sensazione di soffocamento e pollachiuria;

cognitivo, c’è una ipervalutazione dell’altro e una sottovalutazione di sé. La persona sente di essere sempre osservata, giudicata e criticata. Tale sensazione può essere spiegata in due modi, nel primo è possibile che la persona sia effettivamente piú osservata per esempio quando diventa rossa attirando l’attenzione su di sé, nel secondo il sentirsi continuamente osservati può derivare da una distorsione percettiva che modifica la realtà. In alcuni casi i due modi possono coesistere;

comportamentale, la persona mette in atto condotte di evitamento, rinvio, rinuncia, di ritiro, insomma un insieme di strategie per non stare al centro dell’ attenzione, per non essere osservati.

L’esordio del disturbo è precoce, si manifesta durante l’infanzia o l’adolescenza. Di solito avviene dopo un episodio traumatico e imbarazzante. Nella maggioranza dei casi il soggetto presenta già nell’infanzia caratteristiche come l’ introversione e la timidezza e il fattore che le differenzia dalla fobia sociale, sono l’intensità con cui si manifestano, potremmo dire che la timidezza e la fobia sociale sono la medesima condizione con un grado di gravità diversi.

L’approccio terapeutico utilizzato per la Fobia Sociale è il trattamento psicoterapico. La psicoterapia favorisce la consapevolezza di cosa succede negli episodi di fobia sociale. Il primo passo è sicuramente analizzare il disturbo stesso, ricostruire la storia, capire quando ha avuto origine, come si è evoluto nel tempo e come si manifesta. Soprattutto durante i primi colloqui è importante prestare attenzione, il paziente potrebbe sentire ansia, paura e timore per un eventuale giudizio del clinico. È importante far sentire al paziente l’assenza del giudizio.

La psicoterapia della Gestalt-Analitica, centrata sull’esperienza del qui e ora, favorisce questo processo ed è particolarmente efficace. Spesso questi pazienti scelgono la fobia sociale come unica risposta all’evento stressante . Un primo passo quindi, potrebbe essere ampliare le loro possibilità di risposta, il campo si modifica quando vengono creativamente introdotte nuove possibilità. Inoltre, diversi studi hanno dimostrato che i pazienti, nella gamma di scelte possibili acquisite, faranno sempre la scelta migliore. Secondo Gordon Wheeler “noi siamo evolutivamente programmati per vivere e sopravvivere in un processo di problem solving più o meno continuo, producendo novità grazie ad una scansione continua del nostro mondo (interno ed esterno)… sviluppiamo poi, degli scenari possibili, che scorriamo nella nostra testa ipotizzando le conseguenze più probabili”. Questo ci permette di sopravvivere e di affrontare le sfide. Quando invece, nel mondo esterno incontriamo una resistenza smettiamo di esplorare e di conoscere, fino al ritiro del proprio essere.

Sostenuto dal terapeuta, il paziente, viene incoraggiato a stare gradualmente nei pensieri negativi e nelle sensazioni corporee che generano in lui ansia , impara a sentire quale emozione si nasconde dietro e a stare in quell’emozione. L’ansia non va trattata come una nemica da sconfiggere ma come un alleata e una volta preso atto che la sua funzione è quella di segnalarci un malessere il paziente saprà indirizzare con più consapevolezza la sua nuova risposta. La psicoterapia Gestalt-Analitica offre uno spazio creativo e sicuro dove poter ampliare il proprio mondo esperenziale attraverso la protezione e il sostegno, il paziente acquisisce consapevolezza del proprio mondo interno e la possibilità di produrre del nuovo materiale e nuove combinazioni immaginative su cui lavorare. Insomma il paziente fobico sperimentando nuove esperienze, ossia nuovi modi di affrontare la situazione fobica o ansiogena, ristruttura un immagine di se’ più vincente, più sicura, e questo gli permette di affrontare in una modalità più adeguata e gratificante gli eventi stressanti futuri.

Pubblicato da Psicologa Franca Gallotta

Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Gestalt-Analitica

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